in partenza Covisioni INSEGNARE&IMPARARE

Il ruolo dei professionisti che si occupano di servizi alla persona in senso lato – dai servizi educativi a quelli sociali, dai servizi sanitari ai professionisti in ambito legale, di mediazione, di orientamento e di formazione – hanno costantemente a che vedere con il rapporto tra Insegnare e Imparare.

Per questo Metas ha pensato ad un ciclo di 5 incontri di Covisione in cui partire dalle esperienze dei partecipanti per tracciare i fili rossi fondativi che connettono i due termini.

Un’occasione per ripensare al proprio lavoro quotidiano, una pausa di riflessione e di studio collettivo attorno a:

  • educare e insegnare: su cosa si deve concentrare lo sguardo professionale e le responsabilità del ruolo;
  • il senso pedagogico del servizio: l’educazione avviene sempre in un contesto socio-culturale, ma anche artificiale (i servizi educativi) che bisogna mettere a fuoco per non disperdere le possibilità educative;
  • apprendere e imparare: le differenze teoretiche e le confusioni concettuali;
  • le esperienze che in-segnano: l’Educazione è un fatto concreto e va oltre la progettazione delle attività di un servizio.

Il 18 novembre 2017 parte il prossimo ciclo condotto da Manuela Fedeli.

Dove vuoi ricevere maggiori informazioni?

percorsi attivi

Nell’autunno 2017 Associazione Metas ha attivi:

  • formazione per  “Dare forma alle parole” rivolto ai responsabili dei servizi dell’Area Adulti  Dipendenze Problematiche della Cooperativa Famiglia Nuova di Lodi – in collaborazione con ResCogita;
  • workshop “Storie di #lavorobenfatto: le persone al centro” nel convegno Le storie siamo noi di Follonica (Gr);
  • presentazione della ricerca “Comunicare Educazione – Narrare storie di vita quotidiana” nel convegno Le storie siamo noi di Follonica (Gr);
  • due percorsi di supervisione ad équipe di servizi educativi di tutela minori con Cooperativa Libera Compagnia di Arti e Mestieri Sociali di San Donato (Mi);
  • formazione “Limes C – il sottile confine del conflitto nei servizi educativi” rivolto a operatori e volontari dei servizi disabili di Associazione Agaph (Lc);
  • formazione “Enter -avviare percorsi rinnovati” per i formatori di IeFP Rizzoli di Milano;
  • due percorsi di formazione per operatori dei Cdd della città di Milano ” tra educativo e sanitario: il pensiero pedagogico nel Cdd” e “Progettazione e Valutazione nel Cdd”;
  • giornata di formazione Comunicare Educazione all’interno del corso “Teorie e pratiche della narrazione” a cura della prof.ssa Elisabetta Biffi,  Scienze dell’Educazione, Dipartimento di Scienze Umane per la formazione “Riccardo Massa” Università degli Studi di Milano – Bicocca  nella sezione Documentare il lavoro educativo;
  • percorso di Covisioni rivolto ai professionisti dei servizi alla persona “Insegnare e Imparare: il ruolo dell’educazione” organizzato da Metas (iscrizioni aperte).

Covisioni – prendersi il tempo per riallacciare i fili rossi del proprio lavoro

L’altro giorno parlavo con una collega che ha sia un ruolo operativo che di coordinamento in un servizio di quelli che potremmo definire classici. Il suo racconto dell’ultimo periodo di lavoro mi ha colpito molto per l’immagine che é riuscita a trasmettermi:

sta ripensando alla sua professione per cui ha studiato e a cui ha dedicato tanta cura, tanto tempo e tanto entusiasmo perché le richieste burocratiche diventano montagne impervie difficili da scalare, di cui non si vede a volte la cima. 

Nella parte di coordinamento lei cerca di salvaguardare l’aspetto pedagogico che da valore al servizio, come avvallamenti assolati che dall’alto delle montagne fanno trovare i significati della fatica quotidiana delle risalite, in quello operativo si impegna perché ogni azione sia connessa con il progetto a cui lavora da anni.

Eppure spesso lei si chiede

che senso ha tutta quella fatica che rischia di appiattire anche la bellezza di incontrare lo sguardo dell’altro, dell’utente del servizio.

Servirebbero pause in cui lasciarsi baciare dal sole negli avvallamenti del pedagogico, in cui ricaricarsi di senso, in cui comprendere se le direzioni intraprese sono le uniche per raggiungere la meta o i passi necessari imposti dalla morfologia del sistema in cui si lavora.

Servirebbe non essere soli a pensare le nuove vie.

Quando l’ho incontrata ho ripensato a tutti quelli che conosciamo che si trovano in questa situazione e ho pensato che è un vero peccato: i professionisti in ambito educativo e sociale coltivano e rigenerano cultura e produttività del sapere pedagogico che quotidianamente giocano e spendono nel proprio lavoro. Ed è un lavoro delicato, Lo sappiamo bene.

Essere professionisti non è cosa semplice, non basta ottenere un titolo di studio, per esercitare una professione nel pieno delle sue potenzialità. È una condizione che necessita di cura e formazione ed è fondamentale imparare a intrecciare l’essere professionisti con l’essere persone, per evitare che la professionalità si riduca a un insieme di tecniche sterili che smettono di arricchire chi le esercita e coloro ai quali vengono rivolte.

La sua storia, come quella di tanti che incontriamo ci hanno fatto sentire l’esigenza di creare uno spazio in cui poter tracciare linee rosse tra la teoria studiata e la pratica esercitata nei contesti lavorativi.

Le abbiamo chiamate COVISIONI e le abbiamo strutturale in cicli di 5 incontri mensili in piccoli gruppi in cui, guidati da un consulente pedagogico dell’Associazione Metas, ci si confronta attorno ad una specifica tematica facendo riferimento alle situazioni vissute in proprio luogo di lavoro, ponendole centro del confronto, una disposizione del sguardo collettivo. Il gruppo diviene così uno spazio formativo e generativo per ciascuno dei suoi partecipanti.

Le storie siamo noi – convegno

Venerdì 6 ottobre parteciperemo al convegno internazionale sull’Orientamento Narrativo di Follonica (Gr)

LE STORIE SIAMO NOI

con un workshop dal titolo

Storie di #lavorobenfatto: le persone al centro

Nella cornice de ‘Le storie siamo noi’, proponiamo un ‘Piccolo laboratorio di narrazione’ in cui provare a costruire insieme storie da raccontare: storie di professionisti dell’educazione, storie di operatori sociali, storie di progetti socio-educativi, storie di un’impresa pedagogica.

Si tratterà di lavorare insieme, tra oralità e scrittura, tra narrazione, ascolto e restituzione: i racconti corali saranno accompagnati dalla facilitazione grafica, che permette la traduzione simultanea nel linguaggio delle immagini dei racconti di parole. Proveremo a ricreare la particolare atmosfera della “notte del lavoro narrato”, per dare ai partecipanti la possibilità di saggiarne la magia. Le narrazioni che emergeranno verranno raccolte e condivise online.

 

Sabato 7 ottobre, sempre nella cornice de LE STORIE SIAMO NOI

Anna Gatti presenta la ricerca

COMUNICARE EDUCAZIONE – NARRARE STORIE DI VITA QUOTIDIANA

 

#comunicarEducazione è l’hashtag che riassume il lavoro di ricerca indipendente che ho condotto negli ultimi 7 anni attorno alla necessità di comunicare l’educazione sia come possibilità di autoformazione per i professionisti dei servizi educativi che di diffusione di cultura pedagogica online e offline. La ricerca ha analizzato in profondità alcune esperienze a cui ho partecipato attivamente notando quanto sia necessario per una possibile comunicazione dell’educazione che questa passi attraverso la narrazione di ciò che accade nel setting educativo per poter andare oltre agli attori presenti: una narrazione che permette di comprendere ciò che accade all’interno dei servizi, che mostri su quali basi teoriche si fondano le azioni educative, quali scelte intenzionali guidano le pratiche quotidiane, a quali processi e risultati portano le relazioni tra utenti ed educatori. La ricerca ha analizzato 3 esperienze di comunicazione dell’educazione online e ibride (online e offline) e 3 community di colleghi educatori e pedagogisti.

 

Il convegno è gratuito previa iscrizione all’associazione AISE (30 euro).