L’imprevisto possibile

Una lingua di fuoco di un centimetro che produce danni per un miliardo di dollari rappresenta un classico modello di evento inatteso. Piccoli eventi hanno ampie conseguenze. Lievi discrepanze offrono piccoli segnali difficili da individuare, ma se vengono colti diviene facile trovare delle soluzioni. (…)
Gestire l’inatteso spesso significa che le persone devono dare risposte decise a segnali deboli, un comportamento controintuitivo e non molto “eroico”.*

La nostra lingua di fuoco, sono stati i malanni tra i partecipanti dell’incontro di ieri 18 gennaio che abbiamo rimandato ad una nuova data:
sabato 15 febbraio
L’IMPREVISTO POSSIBILE
parlando di imprevisti, non potevamo esimerci da praticarli😁

che cosa richiede l’imprevisto?
👉un piano pedagogico che ci fa chiedere: che cosa sto insegnando? come lo sto insegnando?
📍un piano organizzativo che sia flessibile e che permetta di comprendere i possibili imprevisti

Non potevamo dunque ignorare l’imprevisto e nel valutare le possibilità tra tenere l’incontro con un numero ristretto di persone e rimandare la data, abbiamo scelto la seconda perché fatichiamo sempre un po’ a non tenere la coerenza tra teoria e pratica.
Vi aspettiamo il 15 febbraio:
info@associazionemetas.it

*Weick e Sutcliffe, Governare l’inatteso. Organizzazioni capaci di affrontare le crisi con successo, Raffaello Cortina Editore

Trasformare Gesti in Azioni Educative

Apriamo il 2020 con il calendario di Trasformare Gesti in Azioni Educative proposta pensata per chi si occupa professionalmente di educazione, leggera nella struttura ma sostanziosa nel contenuto.

A conclusione degli incontri di giugno e settembre e nei rimandi ricevuti nei giorni successivi, i partecipanti ci hanno portato domande e questioni ancora molto aperte come se durante le giornate, tra affondi teorici portati da noi e contributi esperienziali dei partecipanti, più che arrivare ad un punto si sia aperto un hard disk pieno di file. Domande, dubbi, a volte anche lo spaesamento del “non ci avevo mai pensato…” hanno affiancato il precipitare, solidificandosi, di certezze sul proprio lavoro, di chiarezza che permette di centrare meglio se stessi e il proprio lavoro.

A partire da queste esigenze abbiamo pensato a 4 incontri per i prossimi mesi: quasi un ciclo di incontri formativi ma non necessariamente.

Nei 4 appuntamenti metteremo a fuoco temi secondo noi centrali del lavoro educativo:

– gli imprevisti che attraversano le nostre giornate lavorative che aprono possibilità per centrare il nostro intervento – 18 gennaio 2020 con la conduzione di Anna Gatti;

– i ruoli che esistono nei contesti professionali e come si relazionano con le specificità del servizio – 7 marzo con la conduzione di Manuela Fedeli;

– l’intenzionalità necessaria in educazione per trasformare gesti in azioni educative – 6 giugno con la conduzione di Anna Gatti;

– la dimensione corporea e la sua immancabile presenza nelle relazioni educative – 26 settembre con la conduzione di Monica Massola;

Gli appuntamenti possono essere seguiti singolarmente oppure ci si può iscrivere al ciclo completo Trasformare Gesti in Azioni Educative: gli incontri infatti sono collegati, pensati per un percorso che si snoda lungo l’anno con un incontro ogni tre mesi ma c’è tutta la possibilità di frequentare anche solo un appuntamento perché interessati allo sviluppo del tema specifico.

Gli incontri si terranno nella nostra sede di Treviglio (Bg).
Per chi fosse interessato a partecipare al ciclo completo e per le organizzazioni che vogliano coinvolgere più operatori, vi chiediamo di contattarci per avere indicazioni più precise; segnaliamo la possibilità (previo accordo) di pernottare gratuitamente nella nostra sede.

Informazioni sui costi e le disponibilità alla mail info@associazionemetas.it

Bullout, un premio

Il 10 dicembre nella sede di Regione Lombardia si è tenuto l’incontro per l’assegnazione di tre premi per i progetti che hanno avuto il finanziamento del bando Bullout 2018. Tra i progetti presenti, anche 10 ragazzi accompagnati da Alessandra Rossini, insegnante della scuola capofila del nostro progetto Ciak si gira! Attrezzi multimediali contro il bullismo.

Con molta sorpresa ci è stato aggiudicato il secondo premio che ci permetterà di continuare ancora per i prossimi mesi di lavorare sul tema del #bullismo nel territorio trevigliese.

Con i ragazzi abbiamo festeggiato così 😉

(alzate il volume!)

ALLE RADICI DELL’EDUCAZIONE – 4 INCONTRI, UN CICLO

Apriamo l’anno 2019/2020 con un’idea e una proposta pensata per chi si occupa professionalmente di educazione, leggera nella struttura ma sostanziosa nel contenuto, nata a conclusione dell’incontro formativo dell’8 giugno 2019 sull’intenzionalità educativa.

Nel chiudere la giornata e nei rimandi ricevuti nei giorni successivi, le partecipanti ci hanno parlato di domande e questioni ancora molto aperte come se durante la giornata, tra affondi teorici portati da noi e contributi esperienziali dei partecipanti, più che arrivare ad un punto si sia aperto un hard disk pieno di file. Domande, dubbi, a volte anche lo spaesamento del “non ci avevo mai pensato…” hanno affiancato il precipitare, solidificandosi, di certezze sul proprio lavoro, di chiarezza che permette di centrare meglio se stessi e il proprio lavoro.

A partire da queste esigenze abbiamo pensato a 4 incontri per i prossimi mesi: quasi un ciclo di incontri formativi ma non necessariamente.

Nei 4 appuntamenti metteremo a fuoco temi secondo noi centrali del lavoro educativo:

– la dimensione corporea e la sua immancabile presenza nelle relazioni educative – 28 settembre 2019 con la conduzione di Monica Massola;

– gli imprevisti che attraversano le nostre giornate lavorative che aprono possibilità per centrare il nostro intervento – 18 gennaio 2020 con la conduzione di Anna Gatti;

– i ruoli che esistono nei contesti professionali e come si relazionano con le specificità del servizio – 7 marzo 2020 con la conduzione di Manuela Fedeli;

– l’intenzionalità necessaria in educazione per trasformare gesti in azioni educative – 6 giugno 2020 con la conduzione di Anna Gatti.

formazione educazione
4 incontri formativi per educatori ed operatori della cura

Gli appuntamenti possono essere seguiti singolarmente oppure ci si può iscrivere al ciclo completo Trasformare gesti in azioni educative: gli incontri infatti sono collegati, pensati per un percorso che si snoda lungo l’anno con un incontro ogni tre mesi ma c’è tutta la possibilità di frequentare anche solo un appuntamento perché interessati allo sviluppo del tema specifico. 

Gli incontri si terranno nella nostra sede di Treviglio (Bg).

Informazioni sui costi e le disponibilità alla mail info@associazionemetas.it

Ciak si gira! Attrezzi multimediali contro il bullismo

Ciak si gira! Attrezzi multimediali contro il bullismo

Da gennaio 2019 stiamo seguendo il progetto Ciak si gira! Attrezzi multimediali contro il bullismo che sta realizzando una serie di attività sul territorio di Treviglio (Bg) per prevenire il bullismo.

Nato dall’esigenza del territorio di preoccuparsi di una problematica sociale diffusa, il progetto ha messo al centro delle proprie azioni la promozione delle competenze dei ragazzi e della comunità educante che li incontra quotidianamente nei contesti formali e informali.

Fare rete, tessere nuove relazioni, creare occasioni e possibilità, dare voce ai ragazzi e anche agli adulti per gli sguardi che ciascuno porta con se, per le proprie esperienze di vita (giovani e meno giovani, informali e professionali) e per quelle viste, mitizzate e a volte emulate sono le coordinate che ci hanno guidati nella costruzione di una cassetta degli attrezzi che possa essere utilizzata da tutti. Nel sito del progetto si alternano infatti contenuti che possono essere utilizzati per portare le riflessioni in classe, in incontri con i genitori, da far girare nei gruppi informali,… il tutto messo a disposizione gratuitamente (chiediamo solo in cambio d’essere citati come realizzatori dei prodotti e di farci sapere che li state utilizzando).

I prodotti sono stati realizzati con i ragazzi dagli 11 ai 18 anni ed adulti che hanno partecipato alla realizzazione di fotofumetti realizzati con il supporto degli educatori della Cooperativa Agape e del Cag Santagostino della Fondazione Portaluppi, di laboratori teatrali e di video condotti dalla nostra Scuola d’Arte Teatrale.

Un movimento cittadino che, partito con l’Istituto Comprensivo Tommaso Grossi come capofila e dall’amministrazione comunale cittadina, ha coinvolto oltre alle realtà sopracitate una fitta rete di realtà scolastiche presenti sul territorio ed ha ricevuto il finanziamento messo a disposizione per 30 progetti da Regione Lombardia per il bando Bullout 2018 .

Trasformare gesti in azioni educative

L’intenzionalità in educazione è un presupposto necessario per trasformare i gesti in azioni educative. Il tema è vasto: che cosa si intende per intenzionalità? Quali intenzionalità sono pertinenti con il nostro mandato, con il contesto in cui si opera? Come si fa a rimanere centrati quando gli eventi non vanno come avevamo immaginato? E ancora: è necessario che tutto ciò che facciamo mentre lavoriamo sia guidato da intenzionalità? Gli imprevisti che valore hanno in Educazione?

Il tema è vasto e noi ci prendiamo 5 ore per parlarne, confrontarci, comprendere meglio questo nodo cruciale per chi si occupa di educazione.

Giornata di approfondimento per partire dalle radici dell’educazione con la consapevolezza di ciò che vogliamo insegnare, far emergere, accompagnare e di come ciò si traduca in pratica educativa.

Sabato 8 giugno 2019, dalle 14.00 alle 19.00 presso la sede di Associazione Metas a Treviglio (Bg).

Costi: 40 euro + tessera annuale Metas (10 euro)

La formazione è rivolta a tutti i professionisti che si occupano di servizi di cura in senso lato e dei genitori che si occupano naturalmente dell’educazione dei propri figli.

Per maggiori informazioni e iscrizioni scrivere a

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oppure compila il seguente format e ti contatteremo

La notte del lavoro narrato – 2019

E’ un evento che si organizza in tutta Italia e che nasce da un’idea di Vincenzo Moretti, sociologo della fondazione Giuseppe Di Vittorio.  A partire dalle ore 20:30 ognuno a suo modo, e nella forma prescelta si trova a parlare, anzi a raccontare di lavoro, un #lavorobenfatto.  

Ci troviamo a condividere  «Racconti dall’Italia che dà valore al lavoro. Alla bellezza. Al futuro. L’Italia che mette testa, mani e cuore nelle cose che fa.»

Quest’anno l’evento viene proposto dall’associazione Metas in collaborazione con Ristorazione Sociale, Officine Gorilla, farfalle@arealiquida, Alessandro Donadio ovvero una serie di persone o organizzazioni che a vario titolo e modo fanno in modo che il lavoro sia ben fatto, abbia valore e dia valore alle persone che lo fanno.

L’evento ruota attorno ad una cena alla Ristorazione Sociale di Alessandria, in cui le Officine Gorilla realtà della drammaturgia contemporanea della città, faranno una lettura teatrale di alcune storie o di pensieri sul lavoro ben fatto. Alla creazione della serata contribuirà anche Alessandro Donadio che si occupa da anni di portare una nuova concezione del lavoro in ambito delle risorse umane, un altro contributo arriva dallo sguardo pedagogico di Monica Cristina Massola di Associazione Metas e farfalle@arealiquida, che a diverso titolo si occupano di formazione e counseling, di crescita e cambiamento in ambito personale  o organizzativo, daranno gli ultimi ritocchi alla serata. 

Il pubblico potrà dare ulteriore valore alla serata ed essere ancora più partecipe raccontando la propria storia di lavoro ben fatto.

Ristorazione Sociale Viale Milite ignoto 1/a Alessandria

ore 20:30

per prenotazioni 334 1951774

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Associazione Metas organizza la Notte del Lavoro Narrato da 4 anni per dare il proprio contributo al tema proponendo sempre nuove forme di incontro e portando il proprio sguardo pedagogico. 

 

Per info sull’evento Monica Cristina Massola 331 789 68 25

 

Perché una Notte del Lavoro Narrato? 

evento Facebook 

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Il capitale umano – talenti competenze risorse

Il 30 aprile  2018 a Milano, Associazione Metas e Rescogita organizzano la Notte del lavoro Narrato che metterà al centro storie, riflessioni e confronto attorno al tema “IL CAPITALE UMANO, talenti competenze risorse

Il tema è sviluppato e proposto pensando alle pratiche, al sapere e alle fatiche della ricerca e della crescita professionale e umana dei luoghi di lavoro, mettendo al centro le storie di #lavorobenfatto che esistono nel terzo settore, nel mondo profit e in quello dei freelance

Dall’evento del 2017 era nato l’ebook Il pomeriggio e la notte del lavoro narrato che raccoglieva 11 storie di meticciamento tra profit e no profit e che è possibile scaricare gratuitamente qui.

Queste storie e il confronto nato durante l’evento hanno portato i partecipanti a riflettere attorno alle competenze necessarie per il lavoro oggi, ai talenti ricercati e a quelli dati per scontati, alle risorse che come singoli o come organizzazioni bisogna mettere in campo quando si è orientati e spinti a far bene il proprio lavoro; un confronto che ha aperto alcuni interrogativi che hanno portato alla creazione di questa edizione de La Notte del Lavoro Narrato.

30 aprile  2018

ore 20.00

IL CAPITALE UMANO, talenti competenze risorse

presso Microsoft House – via Pasubio 21, Milano

Arrivata alla sua quinta edizione, la Notte del Lavoro Narrato, ideata e promossa dal sociologo Vincenzo Moretti, è uno spazio, fisico e temporale, nel quale incontrarsi, narrare e ascoltare storie di #lavorobenfatto, un’occasione per riscoprire, insieme, il valore e la dignità legati al lavoro fatto con amore e passione, con competenza e innovazione, fatto di doveri e di diritti

Associazione Metas dalla sua matrice pedagogica, con la collaborazione di Rescogita, organizza questa iniziativa credendo che si può in-segnare, lasciare un segno nel mondo (personale e collettivo) attraverso la narrazione di storie di lavoro reale, il confronto con modelli e ipotesi, la riformulazione di possibilità inedite che ne possono nascere, ovvero che incontri come quelli della Notte possono far scattare scintille di riflessione che trasformano le pratiche quotidiane e implementano i livelli di benessere delle persone nei propri ruoli lavorativi partendo dal sapere che negli anni si è prodotto sia in contesti no profit che nel profit; la presenza del mondo freelance apre un’ulteriore porta sul mondo del lavoro.

La partecipazione è gratuita ma è necessario riservare il proprio posto su Eventbrite cliccando qui

Evento su facebook

Educazione: Narrazione vs Efficacia

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Perché scrivere di Educazione è un tema che ho già trattato qualche mese fa qui

Ora mi interessa soffermare l’attenzione su un altro aspetto: che rapporto c’è tra narrazione ed efficacia delle pratiche educative?

Uno degli assiomi fondativi per l’educazione professionale è l’importanza della narrazione di ciò che accade.

Questo aspetto viene ritenuto importante perché quando si narra si assolve ad una duplice funzione: a quella autoformativa per chi scrive se ne affianca una formativa che permette, anche a chi legge, di poter comprendere, analizzare, sviscerare, rileggere, fare un lavoro di meta-pensiero attorno ai concetti e alle pratiche descritte.

Mi viene allora da pensare che la scrittura di ciò che accade dentro i servizi educativi ha una grandissima possibilità: il web sta ancora una volta mostrando che la narrazione è importante perché narrare permette a chi non era in scena di comprendere ciò che accade, permette di sentirsi parte, permette di riconoscersi nelle parole, nelle immagini che i racconti scaturiscono.

Affianco allo storytelling che tante aziende attuano perché è “L’arte del raccontare storie impiegata come strategia di comunicazione persuasiva” – Andrea Fontana, l’educazione professionale può, anzi, deve mostrare uno scarto: non narro per persuaderti ma narro perché ciò serve a comprendere. I

servizi educativi fanno fatica ad assolvere a questa funzione. Ma non è così veramente possibile raccontarsi restituendo alla comunità almeno l’idea di ciò per cui si è pagati con (per la stragrande maggioranza delle situazioni) soldi pubblici?

Se l’efficacia è definita come “la capacità di raggiungere un determinato obiettivo” – diz. Albanesi narrarsi permette di tracciare il percorso, di far vedere le complesse curve, le salite e le discese, della strada che si sta affrontando, a volte permette di mostrare paesaggi inediti.

Reportage fotografici fatti di immagini e parole degli operatori, degli utenti, dei partners che vogliono, giustamente capire. Tutta questa narrazione può permettere di rendere evidenti e pubbliche le sfaccettature dell’educazione professionale spesso difficilmente mostrabili in diretta, mentre accadono.

L’efficacia dunque richiesta da parte dei committenti e della cittadinanza è, secondo me, la deriva che si è presa per cercare di capire quello che accade nei servizi e nei progetti educativi. Forse è possibile, e maggiormente interessante, mostrare passo passo ciò che si fa, senza “denudarsi”, ma permettendo a chi legge di comprendere meglio le azioni di cura, le strategie educative scelte intenzionalmente e il valore che ha quell’intervento.

A seguito di un massiccio uso intelligente della narrazione, forse la smetteranno di chiederci di essere più efficaci e ci chiederanno di raccontar loro delle storie che li rendano partecipi. E noi di storie ne abbiamo da vendere.

Anna Gatti

(questo post è apparso una prima volta sul blog  http://edieducazione.blogspot.it il 17/03/2015)

Da queste riflessioni nasce Educatori Digitali: un percorso di formazione rivolto ad educatori, pedagogisti, insegnanti, volontari e genitori che vogliono occuparsi di comunicare l’educazione online >> qui tutte le info del prossimo appuntamento di Novembre 2016 a Firenze>>Educatori Digitali in Bottega