Lavoro Educativo – il blog

Abbiamo aperto nuove stanze che ci permettessero di incontrarci, e trattenere insieme pensieri e forme che nascevano dalla riflessione ed abbiamo aperto un blog.

LAVORO EDUCATIVO

Perchè?

Volevamo trattenere in un luogo quasi fisico tutto ciò che stiamo tenendo, pensando, progettando in questo periodo segnato dal coronavirus e da tutto ciò che sta comportando nelle vite dei servizi e dei professionisti dell’educazione.

Abbiamo scelto che non fossimo solo noi di Metas a riempirlo di tracce, ma “noi” quale collettività di pensiero educativo e pedagogico.

Di nostro mettiamo la lunga pratica della narrazione on line, il sapere che abbiamo elaborato attorni ai temi dell’educazione e del digitale, del corpo e l’educazione, la formazione e la tensione alla circolarizzazione dei saperi.

Questa consapevolezza ci ha portate ha pensare e progettare uno spazio che possa da un lato cogliere le sedimentazioni e dall’altro fare tesoro, il più possibile, di questa esperienza sociale che stiamo attraversando, approfondita grazie allo sguardo professionale che ognuno di noi porta.

Lavoro Educativo è pensato in sintesi come uno spazio digitale che possa:

  • fare da archivio di questo momento, di ciò che stiamo pensando, di ciò che troviamo in rete e che crediamo sia interessante per noi e per gli altri;
  • diventare un luogo di documentazione da cui possano nascere anche altri materiali, riflessioni, incontri, possibilità;
  • essere un punto di riferimento, occorrerà farlo circolare, condividerne il link e i temi. E’ posizionato su una piattaforma volutamente fuori dai socialnetwork  per poterlo mostrare e far vivere anche a chi non ha e non vuole avere un profilo social;
  • sia attivo nel pubblicare (grazie al gruppo di autori)  ogni materiale, link, articolo, o propria riflessione che sia utile attorno al tema sul lavoro educativo, e sopratutto a  comprendere come si sviluppi in questo momento;
  • sia una sperimentazione di simmetria che la Rete permette.

Lavoro Educativo un progetto a cui abbiamo dato  a una durata prestabilita: 31 agosto 2020. Solo allora capiremo come è cresciuto, o se avremo sorta di biblioteca attorno al lavoro educativo ai tempi del Covid.

cura

Corpi distanti

Il corpo è un tema che amiamo molto, che attraversa sempre le nostre formazioni e che oggi assume una rilevanza unica. 

Da ormai più di due mesi viviamo nella distanza dei corpi, ri-modulando le relazioni e ripensando a come mettere quel corpo che è/siamo, che ci fa incontrare nella professione, con i nostri utenti, con altri corpi. 

Il corpo è il focus tematico che troverete nello Spazio di Riflessione del 18 maggio 2020 alle ore 14:00 (fino alle ore 16:00)

“Recuperare il legame che ciascuno ha con l’intreccio della vita a partire dal nostro essere soggetti corporei, biologicamente connotati. Ripensare la propria appartenenza al mondo non solo con il congegno del ragionamento ma tramite la messa in gioco delle complete, spiazzanti, emozioni portate dall’agire, dallo sperimentare, lasciare orme visibili all’occhio. Il pensarsi come soggetto psicofisico, in cui corpo, mente e spirito sono parte indissolubile l’una dell’altra, apre finestre di riflessioni notevoli. Il soggetto corporeo, biologicamente, storicamente, descritto, si riscopre parte e non cardine del tutto, legame e connessione con il globo, possibilità e consapevolezza di quanto ogni personale movimento comporti conseguenze immediate e lontane. La nostra reale responsabilità verso l’intero, una modalità che oltrepassa l’idea di un pensiero diviso in compartimenti separati e una visione che scopre il punto di vista inserito e intrecciato al contesto.” 

“Il corpo, dunque. Nostro limite tra pelle e aria, il mondo dentro e fuori di noi. Il corpo che dà abito (luogo) e che è, al tempo stesso, abitato. Il corpo che si ha, il corpo che si è. Zona di confine, possibilità di incontro tra noi e ciò che è oltre.”

“L’incontrare appartiene alla corporeità perché ciascun corpo è la memoria di un itinerario percorso e possibile18, è il diario che raccoglie i libri letti e i luoghi da cui ci siamo lasciati affascinare, le persone da cui ci siamo lasciati affascinare. E, conseguentemente, è racconto di sé, autobiografia, opinione riflettuta oltre la dimensione dell’intelletto. “ (G. Bertagni
Aggiungiamo alcune riflessioni nostre, spunti di pensiero sul corpo, che non pretendono di essere una trattazione precisa, ma solo possibilità piste di partenza che Monica Massola ha costruito in questo video
Per partecipare allo Spazio di Riflessione del 18 maggio 2020 vi chiediamo di compilare questo form 
corpo educazione

L’educazione possibile: intervista su Famiglie e Bambini – covid 19

In questa intervista trovate indicazioni per genitori per un’educazione rispettosa dei bisogni di bambini ed adulti.

Insieme alla dott.ssa Anna Gatti, educatrice e pedagogista, proviamo a stare nella complessità dell’oggi e contemporaneamente a dare linee guida, indicazioni utili ai genitori per comprendere se ciò che si sta facendo con i propri figli risponde ai bisogni di tutti.

Nel video parliamo dei bisogni trasversali a tutte le età dei bambini:

– bisogno di attenzione

– bisogno di organizzazione sulla media durata intra familiare

– “pericolo” digitalizzazione estrema

Ogni situazione familiare presenta delle sfaccettature specifiche ma alcuni elementi sono trasversali: per un approfondimento specifico ed individuale online è possibile contattarci qui

Associazione Metas si occupa di formazione e consulenza attorno ai temi dell’educazione in chiave pedagogica.

L’ intervista a cura di Antonella Brogi che si occupa di coaching. Maggiori info sul suo sito 

Cosa stiamo imparando – 30 aprile 2020

C’è una notte particolare che cadrà tra poco, giusto dopo il 25 aprile.
È la notte prima del 1°maggio, la giornata della festa del lavoro, in cui si raccontano storie di lavoro ben fatto.
Per 4 anni abbiamo organizzato la nostra Notte tra Milano e Alessandria, coinvolgendo persone in un incontro fisico dove le storie di lavoro educativo si sono intrecciate con quelle del mondo aziendale.

Dal 16 marzo 2020 vista l’emergenza che ha stravolto la nostra vita, abbiamo attivato gli Spazi di Riflessione online in cui abbiamo incontrato in gruppi di 6/10 persone per volta, una trentina di educatori, coordinatori, insegnanti e formatori di diversi servizi educativi e formativi per confrontarci attorno alle esperienze che ciascuno stava vivendo.
Uno spazio parziale ma prezioso per chi ha partecipato che si è portato a casa un’occasione di scambio e di connessione con altre esperienze, nuove domande e inediti collegamenti che da Palermo a Sondrio hanno attraversato lo stivale in lungo e in largo.

Viste le richieste e la ricchezza emersa, abbiamo deciso di fare un carpiato online e di coinvolgere in questo salto tutte le persone che avranno voglia di farlo con noi.
GIOVEDì 30 APRILE dalle 15.00 alle 18.00 ci troveremo per ragionare attorno ad alcune domande:

nei servizi educativi e formativi, dalle scuole alle aule di formazione, dai territori passando per i nidi, i centri diurni, le comunità ed arrivando nelle case, che cosa abbiamo imparato in questo periodo?

che cosa stiamo imparando oggi a quasi due mesi dall’inizio della frenata? che cosa stiamo insegnando agli utenti e agli studenti che incontriamo? che cosa stiamo presidiando nonostante l’assenza fisica?

Vogliamo costruire insieme un contesto di condivisione circolare, di sapere che si costruisce unendo apprendimenti individuali, dubbi, sperimentazioni, certezze. Non un cerchio che finisce dove comincia ma una spirale che tende ad elevarsi perché una cosa che abbiamo imparato è che solo collaborando, unendo le risorse, i saperi, le esperienze, i bisogni e i sogni possiamo continuare ad occuparci degli altri e del futuro di tutti.

Con la consapevolezza di voler proporre una sperimentazione, noi mettiamo a disposizione il trampolino e vi invitiamo a saltare insieme nella certezza che nell’incontro (anche online) è possibile lasciare una traccia di se ed è possibile imparare qualcosa di nuovo. Insieme.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti gli interessati. Ciò che vi chiediamo è una partecipazione rispettosa del tempo e delle persone che si incontreranno online e la voglia di mettere la propria esperienza a disposizione di un confronto con gli altri.

Per partecipare compilare il format disponibile qui

Per chi non lo sapesse:
Che cos’è la Notte del Lavoro Narrato?
Anche il 30 Aprile 2020, saremo in tante/i a condividere la voglia di raccontare l’Italia attraverso il lavoro ben fatto di questa grande e bella comunità composta da donne e uomini accomunati da questa voglia di fare bene le cose, di trovare nel lavoro il senso di una vita più….
[continua a leggere sul sito del progetto nazionale]

Educazione e Digitale – buone pratiche

Ci occupiamo di educazione e di digitale da anni, dentro le scuole e nei servizi educativi. 

Ora più che mai il tema è caldo e dopo le mille sperimentazioni fatte in questo mese (mese e mezzo in Lombardia) questa settimana faremo un incontro per condividere due coordinate di base da un punto di vista pedagogico e per lanciare un’idea di raccolta di buone pratiche tra scuola e servizi educativi.

Sarà una covisione, uno spazio di saperi che si intrecciano.

Chi ha frequentato una nostra formazione sul tema sa che proponiamo questa visione che intreccia contenuti, conoscenze tecnologiche e conoscenze pedagogiche.

L’incontro è gratuito e online.

Per partecipare puoi inviarci una mail qui info@associazionemetas.it

La relazione educativa – formazione online

Formazione pensata per educatori e professionisti che abbiano voglia di comprendere e affinare lo sguardo sul senso educativo dei propri interventi.

 L’educatore professionale è di fatto quell’operatore che attraverso gli strumenti della progettazione educativa e soprattutto della relazione interpersonale accompagna l’utente nel suo percorso di crescita. (Zuffinetti e Brandani)

L’azione è però educativa se tende a produrre un cambiamento pedagogicamente orientato, ovvero una possibilità che insegni qualcosa al singolo utente o al gruppo intero.

Che cosa significa questo?

Che cosa deve padroneggiare l’educatore per poter agire al meglio all’interno del contesto in cui opera?

Quali sono i vincoli entro cui deve stare?

Ad un passo dalla ripresa del lavoro nei servizi, siamo ben consapevoli che ci si può trovare nella consapevolezza di dover lavorare sulle emozioni che ci hanno attraversato in questo periodo particolarmente difficile della nostra esistenza.
 
Per questo abbiamo coinvolto Viviana Visconti, educatrice e arteterapeuta a cui abbiamo chiesto di preparare un’attivazione che sostenesse attraverso il segno di lavorare sulle emozioni.
 
Il percorso de La Relazione Educativa permette dunque di affinare lo sguardo sull’oggetto principe del lavoro educativo e propone un’attivazione a contatto con le proprie emozioni per tornare nei servizi con la maggiore tranquillità possibile, per tornare ad incontrare gli utenti e a costruire insieme una relazione educativa.

La formazione “La relazione educativa” è consigliata a professionisti di tutti i servizi educativi e socio sanitari perché pensiamo che sia importante insegnare coniugando teoria e pratica professionale mettendo al centro la dimensione del sapere educativo professionale.

12 ore di formazione tra teoria e analisi delle pratiche professionali.

Al termine del percorso viene rilasciato l’attestato di partecipazione al corso.

Per acquistare il corso è possibile contattarci alla mail info@associazionemetas.it oppure pagare direttamente con PayPal.

Se siete in possesso di un codice sconto vi invitiamo a scriverci una mail per ricevere il prezzo agevolato.

 

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Spazi di riflessione

Dai giorni dello spaesamento, dagli sguardi che si perdono nelle immagini e nelle parole che abbiamo davanti, delle emozioni che ci attraversano, dell’imprevisto e della centratura che sappiamo dover tenere per noi e per tutti, della connessione tra ogni piccolo individuo con il resto del mondo, dell’importanza che noi sempre sosteniamo dell’educazione, della socialità, della cultura e dell’incontro, delle ripercussioni economiche che questo avrà nelle nostre vite.
Una complessità che spiazza, disorienta, decentra e poi richiede una centratura a cui non siamo così tanto abituati.

Per rimanere centrati professionalmente allora, cosa possiamo fare? in che modo vi e ci possiamo aiutare?
Il nostro pensiero va ai coordinatori di servizi che, aperti o chiusi, devono necessariamente fare i conti con questa emergenza, agli educatori in servizi di comunità e di centri per la disabilità che non si fermano, a quelli che si fermano e che in altro modo cercano di mantenere il collegamento con i propri utenti inventandosi nuove possibilità, vedendone i limiti e le potenzialità.

Ci siamo chieste e vi chiediamo se la creazione di uno spazio collettivo di riflessione possa aiutarvi: una sorta di supervisione online di gruppo, un appuntamento per guardarci in faccia a distanza e ragionare attorno a ciò che sta insegnando e a che cosa è necessario presidiare tra senso e azione educativa, in presenza e a distanza.
Se ti interessa partecipare gratuitamente all’incontro, scrivici una mail a info@associazionemetas.it

Vorremmo prima raccogliere l’interesse per poi costruire il dove come quando (tendenzialmente entro la fine della settimana).

noi e il coronavirus

L’imprevisto possibile

Una lingua di fuoco di un centimetro che produce danni per un miliardo di dollari rappresenta un classico modello di evento inatteso. Piccoli eventi hanno ampie conseguenze. Lievi discrepanze offrono piccoli segnali difficili da individuare, ma se vengono colti diviene facile trovare delle soluzioni. (…)
Gestire l’inatteso spesso significa che le persone devono dare risposte decise a segnali deboli, un comportamento controintuitivo e non molto “eroico”.*

La nostra lingua di fuoco, sono stati i malanni tra i partecipanti dell’incontro di ieri 18 gennaio che abbiamo rimandato ad una nuova data:
sabato 15 febbraio
L’IMPREVISTO POSSIBILE
parlando di imprevisti, non potevamo esimerci da praticarli😁

che cosa richiede l’imprevisto?
👉un piano pedagogico che ci fa chiedere: che cosa sto insegnando? come lo sto insegnando?
📍un piano organizzativo che sia flessibile e che permetta di comprendere i possibili imprevisti

Non potevamo dunque ignorare l’imprevisto e nel valutare le possibilità tra tenere l’incontro con un numero ristretto di persone e rimandare la data, abbiamo scelto la seconda perché fatichiamo sempre un po’ a non tenere la coerenza tra teoria e pratica.
Vi aspettiamo il 15 febbraio:
info@associazionemetas.it

*Weick e Sutcliffe, Governare l’inatteso. Organizzazioni capaci di affrontare le crisi con successo, Raffaello Cortina Editore

Trasformare Gesti in Azioni Educative

Apriamo il 2020 con il calendario di Trasformare Gesti in Azioni Educative proposta pensata per chi si occupa professionalmente di educazione, leggera nella struttura ma sostanziosa nel contenuto.

A conclusione degli incontri di giugno e settembre e nei rimandi ricevuti nei giorni successivi, i partecipanti ci hanno portato domande e questioni ancora molto aperte come se durante le giornate, tra affondi teorici portati da noi e contributi esperienziali dei partecipanti, più che arrivare ad un punto si sia aperto un hard disk pieno di file. Domande, dubbi, a volte anche lo spaesamento del “non ci avevo mai pensato…” hanno affiancato il precipitare, solidificandosi, di certezze sul proprio lavoro, di chiarezza che permette di centrare meglio se stessi e il proprio lavoro.

A partire da queste esigenze abbiamo pensato a 4 incontri per i prossimi mesi: quasi un ciclo di incontri formativi ma non necessariamente.

Nei 4 appuntamenti metteremo a fuoco temi secondo noi centrali del lavoro educativo:

– gli imprevisti che attraversano le nostre giornate lavorative che aprono possibilità per centrare il nostro intervento – 18 gennaio 2020 con la conduzione di Anna Gatti;

– i ruoli che esistono nei contesti professionali e come si relazionano con le specificità del servizio – 7 marzo con la conduzione di Manuela Fedeli;

– l’intenzionalità necessaria in educazione per trasformare gesti in azioni educative – 6 giugno con la conduzione di Anna Gatti;

– la dimensione corporea e la sua immancabile presenza nelle relazioni educative – 26 settembre con la conduzione di Monica Massola;

Gli appuntamenti possono essere seguiti singolarmente oppure ci si può iscrivere al ciclo completo Trasformare Gesti in Azioni Educative: gli incontri infatti sono collegati, pensati per un percorso che si snoda lungo l’anno con un incontro ogni tre mesi ma c’è tutta la possibilità di frequentare anche solo un appuntamento perché interessati allo sviluppo del tema specifico.

Gli incontri si terranno nella nostra sede di Treviglio (Bg).
Per chi fosse interessato a partecipare al ciclo completo e per le organizzazioni che vogliano coinvolgere più operatori, vi chiediamo di contattarci per avere indicazioni più precise; segnaliamo la possibilità (previo accordo) di pernottare gratuitamente nella nostra sede.

Informazioni sui costi e le disponibilità alla mail info@associazionemetas.it

Bullout, un premio

Il 10 dicembre nella sede di Regione Lombardia si è tenuto l’incontro per l’assegnazione di tre premi per i progetti che hanno avuto il finanziamento del bando Bullout 2018. Tra i progetti presenti, anche 10 ragazzi accompagnati da Alessandra Rossini, insegnante della scuola capofila del nostro progetto Ciak si gira! Attrezzi multimediali contro il bullismo.

Con molta sorpresa ci è stato aggiudicato il secondo premio che ci permetterà di continuare ancora per i prossimi mesi di lavorare sul tema del #bullismo nel territorio trevigliese.

Con i ragazzi abbiamo festeggiato così 😉

(alzate il volume!)